Pubblicato il Maggio 17, 2024

In sintesi:

  • La conformità all’European Accessibility Act (EAA) 2025 richiede l’abbandono del PDF in favore di un formato EPUB3 con codice HTML/CSS pulito e semanticamente corretto.
  • L’esportazione automatica da software come InDesign è insufficiente e produce “codice sporco” che deve essere revisionato manualmente per garantire la robustezza strutturale.
  • L’accessibilità non è un costo, ma un vantaggio competitivo: apre l’accesso al mercato istituzionale e a un bacino di 13 milioni di lettori in Italia.
  • Un workflow di validazione tecnica tramite strumenti come EpubCheck e ACE by DAISY è obbligatorio per evitare il rifiuto dagli store e garantire la conformità.

Con la scadenza del 28 giugno 2025 che si avvicina, l’adeguamento all’European Accessibility Act (EAA) è diventato un imperativo tecnico per l’intero settore editoriale. La direttiva impone che tutti i nuovi e-book immessi sul mercato siano accessibili, ma l’interpretazione di questo requisito è spesso superficiale. Molti editori e impaginatori si concentrano sull’abbandonare il formato PDF o sull’aggiungere semplici descrizioni alle immagini, credendo che questo sia sufficiente.

Questa visione è limitata e rischiosa. L’accessibilità digitale, specialmente nel contesto normativo dell’EAA, non è un esercizio di stile o una checklist da spuntare. È una disciplina tecnica rigorosa, che affonda le sue radici nella qualità e nella semantica del codice HTML e CSS che costituisce l’anima di un e-book. La vera sfida non è produrre un file che “sembra” un e-book, ma costruire un prodotto digitale robusto, navigabile e interpretabile da qualsiasi tecnologia assistiva, oggi e in futuro.

L’errore più comune è fidarsi ciecamente degli strumenti di esportazione automatica, come quelli integrati in Adobe InDesign. Questi processi generano spesso un codice ridondante e semanticamente povero, un “rumore digitale” che ostacola l’accesso ai contenuti. La chiave per la conformità non risiede nell’automazione, ma in un approccio metodico di “igiene del codice”: una revisione manuale e una validazione tecnica che trasformano un semplice file in un’opera veramente universale. Questo articolo non si limiterà a elencare le regole, ma fornirà il framework tecnico per implementarle correttamente, passando dalla teoria normativa alla pratica dello sviluppatore.

Per affrontare in modo strutturato le sfide e le opportunità dell’accessibilità, analizzeremo i passaggi tecnici fondamentali, dalla scelta del formato alla validazione finale, fino alle strategie di posizionamento sul mercato.

Perché il PDF non è un vero e-book e viene penalizzato dagli store?

Il formato PDF (Portable Document Format) è stato progettato per preservare un layout di stampa fisso, un obiettivo diametralmente opposto a quello di un e-book moderno. Un vero libro digitale deve essere fluido, adattabile e semanticamente strutturato. Il PDF, per sua natura, è un “cadavere digitale”: rigido, immutabile e quasi completamente opaco per le tecnologie assistive. La sua struttura non è concepita per il reflow del testo, ovvero la capacità di adattare dinamicamente il contenuto alla dimensione dello schermo o alle preferenze di ingrandimento del carattere dell’utente. Questo lo rende intrinsecamente inaccessibile.

Dal punto di vista tecnico, i problemi critici del PDF sono tre:

  • Assenza di struttura semantica: Un PDF non distingue un titolo di capitolo (un <h1>) da un paragrafo di testo (un <p>). Per uno screen reader, è un blocco indistinto di testo, rendendo impossibile la navigazione per capitoli, sezioni o note. Un e-book accessibile, invece, usa tag HTML per definire la gerarchia e la funzione di ogni elemento.
  • Layout fisso e non modificabile: Un lettore ipovedente non può ingrandire i caratteri di un PDF senza dover costantemente scorrere la pagina in orizzontale e verticale. Un e-book in formato EPUB permette invece di modificare la dimensione del font, l’interlinea e il contrasto cromatico, adattando l’esperienza di lettura alle esigenze individuali.
  • Incompatibilità con tecnologie assistive avanzate: Mentre un EPUB ben formato dialoga nativamente con screen reader come VoiceOver o NVDA, un PDF richiede software specifici e spesso non garantisce un’esperienza di lettura fluida e completa.

Le principali piattaforme di distribuzione, come Amazon KDP, non si limitano a penalizzare i PDF in termini di visibilità. Spesso applicano un processo di conversione forzata in formati proprietari. Questo processo distrugge quasi sempre la formattazione originale, generando un prodotto finale di qualità scadente, pieno di errori di impaginazione e illeggibile, che inevitabilmente porta a recensioni negative da parte degli utenti e a un danno reputazionale per l’editore. Scegliere il PDF nel 2025 non è solo una violazione normativa, ma una decisione tecnicamente ed economicamente controproducente.

Come descrivere le immagini (Alt-Text) per i lettori ipovedenti in un romanzo?

La descrizione delle immagini, o “testo alternativo” (Alt-Text), è uno degli aspetti più noti dell’accessibilità, ma anche uno dei più fraintesi, specialmente in un contesto narrativo. Non si tratta di una semplice didascalia, ma di un ponte sensoriale che deve trasmettere l’informazione o l’emozione veicolata dall’immagine a chi non può vederla. La sfida è ancora più grande in un romanzo, dove un’illustrazione non è un grafico informativo, ma un elemento che contribuisce all’atmosfera e alla narrazione.

Mani che accarezzano una superficie tattile con pattern braille mentre nell'ambiente sfocato si intravede un romanzo aperto

Come sottolinea la Fondazione LIA, un’autorità in materia, “le foto, le illustrazioni o i grafici devono essere corredati da una descrizione alternativa che permetta di comprendere il contenuto“. In un romanzo, questo significa rispondere alla domanda: “Quale funzione narrativa ha questa immagine?”. La descrizione deve essere:

  • Concisa e informativa: Evitare frasi come “immagine di” o “foto che mostra”. Andare dritti al punto. Per un’illustrazione di un personaggio, descrivere la sua espressione e postura se sono rilevanti per la trama.
  • Contestuale: La stessa immagine può richiedere descrizioni diverse a seconda del contesto. Se una mappa mostra il percorso dei protagonisti, l’Alt-Text deve descrivere quel percorso, non solo elencare i luoghi.
  • Evocativa ma non interpretativa: Descrivere ciò che si vede oggettivamente, senza aggiungere interpretazioni personali che potrebbero influenzare la lettura. Ad esempio, “Un uomo guarda fuori da una finestra in una giornata di pioggia” è preferibile a “Un uomo triste guarda malinconicamente fuori dalla finestra”.

Ignorare questo aspetto non è più un’opzione. Secondo una ricerca del progetto APACE, sebbene l’80,3% degli editori europei pubblichi e-book, solo il 37,4% produce già e-book accessibili. Implementare correttamente l’Alt-Text è un passo fondamentale per colmare questo divario e dimostrare una reale attenzione verso tutti i lettori.

EpubCheck e validatori: quali strumenti usare per evitare il rifiuto dagli store?

La creazione di un e-book accessibile non si conclude con l’esportazione del file. Al contrario, è proprio qui che inizia la fase più critica: la validazione tecnica. Un file EPUB può sembrare perfetto su un dispositivo di lettura, ma nascondere al suo interno errori strutturali che lo rendono inaccessibile o che ne causeranno il rifiuto da parte degli store digitali. Affidarsi a un workflow di validazione robusto è l’unica garanzia di conformità e qualità.

Il processo di validazione non è un singolo controllo, ma una sequenza logica che utilizza strumenti specifici e gratuiti, promossi dal consorzio che definisce gli standard del settore. Ecco il workflow minimo indispensabile:

  1. Step 1: Validazione strutturale con EpubCheck. Sviluppato dal DAISY Consortium, EpubCheck è lo strumento standard del settore per verificare la conformità di un file alle specifiche EPUB. Controlla che il pacchetto sia ben formato, che tutti i file siano referenziati correttamente e che non ci siano errori di sintassi nel codice XHTML e CSS. Un file che non supera la validazione di EpubCheck verrà quasi certamente rifiutato da store come Apple Books e Kobo.
  2. Step 2: Analisi dell’accessibilità con ACE by DAISY. Superato il controllo strutturale, il passo successivo è l’analisi dell’accessibilità. ACE (Accessibility Checker for EPUB) è lo strumento di riferimento per questo scopo. Non si limita a trovare errori, ma fornisce un report dettagliato su potenziali violazioni delle WCAG (Web Content Accessibility Guidelines), evidenziando problemi come l’assenza di Alt-Text, un cattivo uso della semantica dei titoli, o tabelle dati non correttamente strutturate.
  3. Step 3: Report e correzione. ACE produce una lista chiara di violazioni e “best practice”, indicando con precisione la riga di codice problematica e suggerendo come risolverla. Questo “dialogo con il codice” permette all’impaginatore o allo sviluppatore di intervenire in modo mirato, correggendo gli errori alla radice anziché applicare soluzioni superficiali.

Piattaforme di distribuzione avanzate come StreetLib integrano già questi controlli nei loro processi, eseguendo analisi automatiche con ACE per garantire che gli e-book distribuiti siano in linea con le specifiche WCAG 2.0. Adottare questo workflow internamente, prima ancora di caricare il file, significa ridurre drasticamente i tempi di pubblicazione e garantire un prodotto di altissima qualità tecnica.

L’errore di esportare automaticamente da InDesign senza pulire il codice HTML/CSS

La più grande fallacia nel mondo dell’editoria digitale è credere che la funzione “Esporta in EPUB” di Adobe InDesign sia una soluzione “one-click” per la creazione di un libro digitale. Sebbene InDesign sia uno strumento potente per l’impaginazione visiva, il codice HTML e CSS che genera è spesso ridondante, inefficiente e semanticamente povero. Questo “codice sporco” è il principale nemico dell’accessibilità e della manutenibilità a lungo termine di un’opera.

L’esportazione automatica produce una serie di problemi tecnici:

  • Classi CSS superflue: InDesign genera centinaia di classi CSS con nomi incomprensibili (es. _idGenParaOverride-1) per replicare visivamente il layout, appesantendo il file e rendendo la sua manutenzione un incubo.
  • Tag <span> inutili: Per gestire micro-variazioni di stile, il software avvolge singole parole o frasi in innumerevoli tag <span>, creando un “rumore” che disturba l’analisi da parte delle tecnologie assistive.
  • Mancata mappatura semantica: Anche se si utilizzano gli stili di paragrafo, la mappatura con i tag HTML corretti (<h1>, <h2>, <blockquote>) non è sempre garantita e richiede una verifica manuale.

Un approccio professionale richiede una fase di “igiene del codice” post-esportazione. Questo non significa rifare tutto da capo, ma intervenire chirurgicamente sul codice generato. È una fase critica che trasforma un prodotto amatoriale in un e-book robusto. Questo processo è così importante che, nonostante solo il 37,4% degli editori realizzi oggi ebook accessibili, padroneggiarlo rappresenta un decisivo vantaggio competitivo.

Checklist di pulizia del codice post-esportazione

  1. Ispezione del codice: Aprire il file EPUB (che è un archivio .zip) con un editor di codice (come Calibre Editor, Sigil, o VS Code) per analizzare la struttura dei file XHTML e CSS.
  2. Eliminazione di classi e span superflui: Utilizzare la funzione “Cerca e Sostituisci” con espressioni regolari (RegEx) per rimuovere in massa i tag <span> vuoti e le classi CSS generate automaticamente da InDesign che non aggiungono valore semantico.
  3. Verifica e correzione della semantica: Assicurarsi che gli stili di paragrafo siano stati mappati correttamente. Verificare che i titoli dei capitoli siano <h1> o <h2>, le citazioni siano in <blockquote> e così via. Correggere manualmente dove necessario.
  4. Consolidamento del CSS: Semplificare il foglio di stile, unendo regole simili e rimuovendo quelle inutilizzate per ridurre il peso del file e migliorare le performance di caricamento.
  5. Validazione finale: Dopo la pulizia, rieseguire il workflow di validazione con EpubCheck e ACE by DAISY per confermare che le modifiche non abbiano introdotto nuovi errori e che il file sia ora pulito e conforme.

Verificare l’e-book su Kindle, Kobo e iPad: la procedura di controllo qualità minima

La validazione tecnica con strumenti come ACE by DAISY garantisce la conformità teorica del codice, ma non sostituisce il controllo qualità pratico (QA). Un e-book deve essere testato sugli ecosistemi di lettura reali dove verrà fruito dagli utenti. Ogni piattaforma (Amazon, Kobo, Apple) e ogni dispositivo ha un proprio motore di rendering e proprie implementazioni delle tecnologie assistive. Verificare il comportamento del file su un campione rappresentativo di questi sistemi è l’ultimo, fondamentale passaggio prima della pubblicazione.

Vista dall'alto di diversi dispositivi di lettura digitale disposti su superficie minimalista con ombre geometriche

Una procedura di QA minima deve includere test con i principali screen reader disponibili sui diversi sistemi operativi. Questi software non si limitano a leggere il testo, ma permettono all’utente di navigare la struttura del libro (saltare tra capitoli, accedere alle note, leggere le descrizioni delle immagini). Un test efficace simula questa interazione per scovare problemi che un validatore automatico non può rilevare.

La matrice di test seguente riassume le configurazioni prioritarie per un controllo di accessibilità completo.

Matrice di test multi-dispositivo per l’accessibilità
Dispositivo/OS Screen Reader Caratteristiche da Testare Priorità
iOS (iPad/iPhone) VoiceOver (integrato) Qualità della sintesi vocale, navigazione per capitoli e intestazioni, lettura degli Alt-Text, interazione con le app di lettura (Kindle, Kobo, Libri). Alta
Amazon Kindle VoiceView (integrato) Comportamento specifico sull’ecosistema Amazon, compatibilità con il formato proprietario, velocità di risposta. Alta
Windows NVDA (gratuito) o JAWS Interazione con software di lettura per PC (es. Calibre, Thorium Reader), verifica della corretta interpretazione dei tag ARIA. Media

Durante il test, è essenziale verificare non solo la lettura sequenziale, ma anche la funzionalità di navigazione strutturale. L’utente riesce a ottenere l’elenco dei capitoli? Può saltare direttamente a una nota a piè di pagina e poi tornare al testo? L’Alt-Text dell’immagine viene letto correttamente? Rispondere a queste domande è l’unico modo per essere certi che l’e-book non sia solo “conforme” sulla carta, ma veramente “utilizzabile” nella pratica.

L’errore di non aggiornare i formati file che rende l’opera illegibile dopo 10 anni

Nel mondo digitale, la conservazione a lungo termine non è un fatto scontato. Un e-book creato oggi con standard scadenti o formati proprietari corre il rischio concreto di diventare illeggibile tra dieci anni, vittima dell’obsolescenza tecnologica. Affrontare l’accessibilità solo come un requisito normativo del presente significa accumulare un enorme “debito tecnico” che renderà la gestione e l’aggiornamento del proprio catalogo un’operazione costosa e complessa in futuro.

L’approccio corretto è considerare l’accessibilità come una strategia di “future-proofing”. Un e-book basato su standard aperti e ben documentati (come EPUB3), con un codice HTML pulito e semanticamente ricco, è intrinsecamente più robusto e più facile da migrare verso futuri formati e piattaforme. Al contrario, un file pieno di codice “sporco” generato automaticamente sarà quasi impossibile da convertire senza un massiccio intervento manuale.

L’EAA impone non solo una innovazione normativa, ma richiede un cambiamento culturale profondo: l’accessibilità deve diventare parte integrante della progettazione e della gestione dei prodotti e dei servizi.

– Agenda Digitale, L’EAA ridisegna l’Europa digitale

Per un editore o un autore indipendente, adottare una strategia di conservazione a prova di futuro significa implementare alcune pratiche fondamentali:

  • Archiviare il file sorgente pulito: Non conservare solo l’EPUB finale, ma soprattutto il file sorgente da cui è stato generato (ad esempio, un documento Word o Markdown con una marcatura semantica corretta, o il file XHTML/CSS “pulito” dopo la revisione). Questo è il vero asset digitale.
  • Documentare i metadati: Tenere traccia dei metadati di accessibilità inseriti nel file (secondo lo standard Schema.org o ONIX), poiché saranno cruciali per future migrazioni e per l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca e degli store.
  • Seguire gli standard internazionali: Ancorarsi agli standard del W3C e del DAISY Consortium è la migliore assicurazione contro l’obsolescenza. Come afferma la guida alle normative europee, l’accessibilità è la capacità di erogare prodotti “utilizzabili da chiunque, senza discriminazioni”, un principio che trascende le tecnologie del momento.
  • Pianificare aggiornamenti periodici: Prevedere un ciclo di vita per i propri titoli, con revisioni tecniche periodiche per adeguarli all’evoluzione degli standard e delle normative.

Investire tempo oggi nella creazione di un e-book pulito e standardizzato non è un costo, ma un investimento sulla longevità e sul valore futuro del proprio catalogo editoriale.

Amazon KDP o StreetLib: dove si guadagna di più con un prezzo di copertina sotto i 9,99€?

La scelta della piattaforma di distribuzione è una decisione strategica che impatta direttamente sulla redditività di un e-book. Quando si considera un prezzo di copertina sotto i 9,99€, il confronto tra Amazon KDP e distributori aggregatori come StreetLib non può limitarsi alla semplice percentuale di royalty. L’investimento nell’accessibilità introduce una variabile cruciale: l’accesso a mercati istituzionali (biblioteche, scuole, università) dove i requisiti normativi non sono un’opzione, ma una condizione d’ingresso.

Mentre Amazon KDP offre un modello apparentemente semplice con una royalty del 70% per prezzi tra 2,99€ e 9,99€, il suo raggio d’azione è quasi esclusivamente limitato al mercato retail (B2C). Al contrario, piattaforme come StreetLib, pur offrendo royalty simili (generalmente tra il 60% e il 70%), aprono le porte a un ecosistema di vendita molto più vasto, che include canali B2B dove un e-book accessibile può godere di un vantaggio competitivo decisivo.

Il seguente schema confronta l’approccio delle due piattaforme alla luce dell’accessibilità.

ROI dell’accessibilità: KDP vs StreetLib per il mercato istituzionale
Piattaforma Royalty base Accesso al mercato istituzionale Vantaggio dell’accessibilità
Amazon KDP 70% (tra 2,99€ e 9,99€) Limitato o assente Sfrutta il grande volume di vendite del mercato retail.
StreetLib 60-70% (a seconda dello store) Ampio (biblioteche, scuole) Diventa un requisito mandatorio per accedere a gare e cataloghi istituzionali, sbloccando un mercato precluso ai titoli non conformi.

L’opportunità economica è tutt’altro che trascurabile. Solo in Italia, si stima che vivano circa 13 milioni di persone con una qualche forma di disabilità, un mercato significativo per gli ebook accessibili secondo i dati del 2024. A livello europeo, questa cifra sale a 101 milioni di persone. Produrre un e-book accessibile non è quindi solo un adempimento normativo, ma una scelta strategica che trasforma un potenziale costo in un’opportunità di mercato, permettendo di raggiungere un pubblico più ampio e di competere in arene dove la qualità tecnica prevale sul solo marketing.

Punti chiave da ricordare

  • L’accessibilità è una disciplina tecnica: la conformità all’EAA si basa sulla qualità del codice HTML/CSS, non sull’apparenza.
  • L’igiene del codice è obbligatoria: il codice generato da InDesign deve essere pulito manualmente per rimuovere ridondanze e correggere la semantica.
  • Validare è un processo a più fasi: usare EpubCheck per la struttura e ACE by DAISY per l’accessibilità è il workflow minimo indispensabile.

Come entrare nella Top 100 di Amazon Kindle Store con un budget zero?

Entrare nelle classifiche di vendita di Amazon con un budget di marketing pari a zero sembra un’impresa impossibile, data l’enorme competizione. Tuttavia, l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act offre un’opportunità unica per creare un vantaggio competitivo asimmetrico. In un mercato dove la maggior parte degli editori è ancora in ritardo sull’adeguamento, posizionare un’opera come “pienamente accessibile secondo le norme 2025” non è più solo una caratteristica tecnica, ma un potente angolo di marketing.

Questa strategia non richiede investimenti pubblicitari, ma si basa sull’autenticità e sul servizio a una comunità di lettori spesso ignorata. Ignorare le normative, d’altronde, non è più un’opzione, dato che le misure di non conformità possono causare danni reputazionali ed economici considerevoli. Invece di subire la norma, è possibile sfruttarla in modo proattivo per generare visibilità organica.

Una strategia a budget zero basata sull’accessibilità si articola su alcuni pilastri fondamentali:

  • Contattare le community di nicchia: Esistono numerose community online, blog e gruppi social di lettori con disabilità visive, dislessia o altre difficoltà di lettura. Offrire loro copie anticipate per recensioni oneste può generare un passaparola potente e genuino all’interno di un pubblico estremamente fedele.
  • Sfruttare i metadati per la visibilità: Utilizzare i metadati Schema.org e ONIX per descrivere in dettaglio le caratteristiche di accessibilità del libro (es. “accessMode”, “accessibilityFeature”). Questo non solo aiuta gli utenti, ma migliora il posizionamento nei motori di ricerca e negli store per query specifiche. Già oggi, il 59,6% degli editori include metadati di accessibilità, segnalando una tendenza in crescita.
  • Creare partnership con associazioni: Collaborare con associazioni di categoria (come l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) può amplificare enormemente il messaggio. Una loro approvazione o recensione agisce come un sigillo di garanzia e dà accesso a canali di comunicazione mirati.
  • Posizionamento da “first mover”: Comunicare attivamente di essere tra i primi a offrire un’opera in un determinato genere (es. “il primo thriller italiano pienamente conforme all’EAA”) crea una notizia, attrae l’attenzione dei media di settore e differenzia immediatamente il titolo dalla massa.

In questo scenario, l’accessibilità cessa di essere un obbligo e diventa il fulcro di una strategia di lancio intelligente. Il “budget zero” viene compensato da un investimento in qualità tecnica e da un approccio empatico verso il mercato, trasformando un requisito legale in un potente motore di visibilità e vendite.

Per trasformare un obbligo normativo in un potente strumento di marketing, è cruciale capire come sfruttare l'accessibilità come leva di visibilità.

Adottare questo approccio tecnico e strategico non è più una scelta, ma l’unica via per garantire che le opere digitali siano non solo conformi alla legge, ma anche competitive, durature e veramente accessibili a tutti. La fase successiva consiste nell’integrare sistematicamente questo workflow di produzione e validazione nei propri processi editoriali.

Scritto da Lorenzo Moretti, Curatore digitale e museologo specializzato in EdTech e accessibilità. Sviluppa percorsi museali interattivi e laboratori didattici con tecnologie VR/AR per le scuole.