In compagnia dei Bredford

Siamo in compagnia della band milanese “Bredford”, una band punk rock che si è costituita nel 2002 di cui fanno parte Paul Wyatt, Mattia Foglia, Matteo Campana e Federico Grella. Protagonista di un tour europeo. Tra il 2003 e il 2004 pubblica “Thats all punk” split prodotto da Le Parc Music. Nel 2005 firmano Ammonia Records per l’uscita del loro nuovo album “Fall for everything“.
Attualmente è impegnata nella registrazione del loro nuovo ep che conterrà brani sia in inglese che in italiano.
Conosciamoli nel corso di questa intervista esclusiva.
In quale contesto è nata l’esigenza di costituire la band?
Paul: La passione per la musica e per il nostro genere, in particolare il punk rock e hc di fine anni 90, in più la band originariamente nasce da 2 ex componenti di una grande band ‘’storica’’ della scena underground Italiana dell’epoca ossia i KillJoint.
Da cosa è nato il nome Bredford?
Paul: Bredford deriva dall’Italianizzazione (da non intendere come termine fascista) del nome della, una volta, nota serie tv degli anni settanta “La famiglia Bradford”… suonava bene.
In base a quali criteri avete scelto gli altri componenti?
Paul: Principalmente amicizia e rispetto per la loro attitudine e dedizione non solo nei confronti di Bredford ma anche della scena alternativa in generale. Sono molto contento e orgoglioso di poter suonare con le persone con cui attualmente suono nei Bredford.
Matteo: Sicuramente parte tutto da amicizia e la passione comune per la musica, ma di certo l’attitudine e la voglia con cui questi ragazzi affrontano il discorso band…che comporta una serie di cose e non solo fare musica.
Gli altri componenti sono amici nella vita privata o solo in ambito professionale?
Paul: Amici nella vita privata e professionale.
Matteo: Trovo impossibile formare una band di non amici e solo professionisti….ucciderebbe il mio modo di creare musica o tutto ciò che è creativo.
Quali generi musicali ascoltate maggiormente?
Paul: Principalmente Rock nelle sue diverse sfumature ma ascolto comunque proprio tutto dalla classica alla musica leggera, dall’elettronica alla sperimentale, ascolto seriamente un sacco di musica. In questo momento mentre scrivo, ascolto i Mumford & Sons mentre poco fa ascoltavo i Muse.
Matteo: Qualunque cosa sia definita rock….ma tendenzialmente ascolto di tutto, impossibile fissarsi su un genere..sarebbe come chiederti qual è il tuo film preferito …impossibile!!
Da chi traete ispirazioni?
Paul: Ispirazione? Da una miriade di generi musicali, esperienze di vita, libri etc.
Matteo: Personalmente con i Bredford da tutte quelle band che cercano di divertire il pubblico divertendosi, fare nomi già affermati mi sembra un po’ troppo presto per dirlo.
In quale contesto avete fatto la vostra prima apparizione?
Paul: Come Bredford se non mi ricordo male deve essere stato un concerto alla Colonia Elioterapica di Busto Arsizio (VA) nel 2002, ma onestamente ho ricordi davvero vaghi di questa data in particolare, è passato parecchio tempo!
Avete fatto un tour europeo, ci potete raccontare questa esperienza e qualche episodio inedito che vi ha colpito?
Paul: Beh ce ne sarebbero un’infinità ma non so quanti effettivamente si possano rendere pubblici! Comunque posso dirti che di certo quando sei in giro per l’Europa di cose ne capitano davvero parecchie, furgone piantato e trainato cn una fiesta da qualche parte vicino a Zurigo o come quella volta che ho tentato sempre con il furgone di entrare in un parcheggio al coperto nel centro di Baden e mi sn accorto strisciando il tettuccio contro il cemento che non ci passavo. Naturalmente ho inserito la retro e ho sfondato il cofano anteriore della macchina che mi stava dietro. Ma certamente uno dei ricordi più belli personalmente che ho, è di quando abbiamo suonato in una cittadina di nome Annaberg in Germania e abbiamo ritrovato gente che era venuta a vederci in un’altro club di Chemnitz insieme qualche altra centinaia di persone deliranti.
Come vi rapportate con i vostri sostenitori che vi vengono a vedere ai live?
Paul: Un’ottimo rapporto, specialmente ora che è molto semplice riuscire a mantenersi in contatto grazie ai vari social network in rete, possiamo avere un rapporto diretto con tutti! Il rapporto con le persone che ci seguono è molto importante e stimolante nel creare musica sempre nuova.
La prima volta che vi siete esibiti in pubblico avete avuto un pò di tensione o avete avuto naturalezza nell’esprimervi?
Paul: Naturalezza!? La prima volta che ho suonato realmente dal vivo è stato in Austria con i Coffee Mug(Band hc), da zero a fare il mio primo concerto in tour, avevo 18 anni. Sembravo un automa mentre suonavo! Ero tesissimo, talmente schockato che poco dopo la fine del concerto non mi ricordavo assolutamente nulla del mio primo live in sè. Ma! Quello del giorno seguente lo ricordo molto bene: suonavamo in Slovenia, abbiamo iniziato il live tipo alla 1 di notte, ero stanco perchè la sera prima dopo aver suonato in questo squat a Graz (Austria) avevo ‘’dormito’’ per terra nel parcheggio di un autogrill al confine con la Slovenia ed era dalle 2 del pomeriggio che bevevo acqua gasata mischiata con vino bianco (a quanto pare una bevanda tipica della zona… che ho molto apprezzato!), quindi ero “leggermente” ..alticcio? Fatto sta che alla prima canzone volendo fare il figo, atterando da un salto ho perso l’equilibrio e sono caduto dietro il palco! Per fortuna non mi sono tirato dietro anche gli amplificatori. Per il resto del tour, che ha toccato Germania e Olanda, sono riuscito a rimanere in equilibrio… tranne forse ad Amsterdam.
Matteo: Era tipo il 2000 a Legnano (MI) festa del primo maggio…un disastro!! Saltavo come un grillo mancando tutte le note e continuava a sganciarmi la chitarra…ero teso ma mi sono divertito, un pò meno il fonico.
Quali emozioni provate mentre suonate?
Paul: Mi diverto tantissimo principalmente! Comunque euforia, a volte imbarazzo.. il più delle volte sono talmente fatto d adrenalina che cercare di descrivere che tipo d emozioni provo mentre suono, mi risulta abbastanza difficile.
Matteo: Mi sento come un animale di una specie protetta in una riserva naturale….il palco è il mio parco e io sento che nessuno li sopra può farmi male ne toccarmi…e sicuramente è una terapia per sfogarmi e scaricarmi da tutte le tensioni accumulate!!
Ci potreste parlare dell’album ” Fall for everything “?
Paul: Fall for everything è stato il nostro primo album, pubblicato sotto Ammonia records, contiene in oltre alcune canzoni pubblicate in precenda nello split ‘’thats all punk’’ che avevamo fatto per Le Parc Music insime ai francesi Atomic Garden e i mantovani Pig-Tails. Ne potete ascoltare alcune songs sulle nostre webpages di myspace e facebook.
In quale circostanza è nato?
Paul: Beh il titolo non è stato messo a caso. Personalmente ho preso sempre molto seriamente il fatto di suonare in una band, di suonare nei Bredford. Dedicando ore e ore del mio tempo componendo, creando contatti. Specialmente, investivamo tutti i soldi che avevamo per pagarci le spese d viaggio per andare in giro a suonare ovunque. Lavoravamo per poter suonare. Eravamo sempre senza una lira in tasca, spendevamo tutto ciò che avevamo per quello che riguardava la nostra musica. Insomma, tentavamo il tutto per tutto per farci conoscere come band. Così, il titolo (che in realtà originariamente era ‘’Fall for everything.. or stand for something’’) a parer nostro c rappresentava a pieno titolo.
Che rapporto c’è con le altre band della zona di conflittualità o no?
Paul: Guarda se ti dicessi che siamo tutti fratelli, ti starei raccontando una bugia. Figurati che in ‘’Fall for everything’’ F.T.N.1 è letteralmente l’abbreviazione di ‘’Fuck The No One’’ i ‘’No one’’ erano un noto gruppo punk hc melodico della nostra zona con cui, non mi ricordo per quale assurdo motivo, il nostro bassista di allora aveva litigato e così noi gli abbiamo dedicato una canzone.. stile grind, arrabbiatissima. Ora naturalmente siamo in ottimi rapporti con loro i quali nel frattempo hanno cambiato nome e genere, si chiamato hey hey radio e sono davvero bravi!
Come giudicate il successo dei cantanti italiani che cantano in GB ? E’ più facile suonare in Italia o in Gb?
Paul: Il mercato musicale in GB è molto particolare non è così semplice poterci entrare è piuttosto difficile se ci sono cantanti o comunque che riescono ad esibirsi in GB, se lo sono sicuramente meritato!
Da inglese preferisci sentire canzoni della tua lingua originaria o quelle in italiano?
Paul: Entrambe. Conoscere più lingue e poter comprenderle in un contesto specialmente musicale è sicuramente un valore aggiunto.
Se un inglese non sa l’italiano o l’italiano non sa l’inglese come fa a capirle?
Paul: La musica si apprezza in primis per la musica.
Come musicista ti piace di più scrivere in inglese o in italiano?
Al contrario di quanto probabilmente avrai sentito dire in giro, trovo l’italiano una lingua molto più melodica ed interessante con cui comporre.
Fareste la versione italiana di Twisted?
Perché no. Nel nuovo ep ci saranno due songs in italiano.
Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Paul: Nell’immediato futuro a giugno uscirà su varie compilation ‘’Twisted’’ una nuova canzone che andrà a far parte del nuovo EP a cui stiamo lavorando e che pubblicheremo per questo autunno/inverno. E da Ottobre/Novembre, Tour!
Dove vi potremmo vedere?
Paul: Live, probabilmente faremo qualche data prima del tour vero e proprio che partirà da fine ottobre. A breve posteremo le date quindi tenete d’occhio le nostre pagine sul web! Se poi nel frattempo volete venire a trovarci a Milano noi siamo qui e c si può anche bere un paio di birre insieme.
Ringraziamo e invitiamo tutti quanti a seguirci in rete!
Per ulteriori informazioni potete visitare
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11 giugno 2010 alle 12:44
I love your song ..
One of my best punk-rock band
Paul is sooo coool
3 marzo 2011 alle 15:53
ma quando esce il disco??