Massimo Loardi a tu per tu con Elisa Casile
Intervista a cura di Massimo Loardi a Elisa Casile
http://www.myspace.com/massimoloardi

Elisa Casile, classe 1984, è una cantautrice attiva già da tempo, e si è fatta notare al pubblico e agli addetti ai lavori grazie alla partecipazione a concorsi e rassegne in tutta Italia, tra cui Festival di Castrocaro nel 2003 e finale di SanremoLab (3° posto) nel 2008. Diplomata nel 2006 al C.E.T. di Mogol in “Perfezionamento per interpreti di musica leggera”, dopo alcuni singoli come Chiedi a Cupido, La stanza di seta, Pensiero costante e (Come) fuliggine, il 14-5-2010 esce il suo primo album, Orchidee.
L’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull ha costretto tantissimi viaggiatori a fare come Gene Gnocchi che, nel suo spettacolo “Cose che mi sono capitate”, racconta di essere stato convocato da Nicolas Sarkozy a Lione per discutere di importanti questioni, e di essersi quindi messo a cercare, trovandola, una “corriera Fidenza-Lione, dell’Autotrasporti Gilona. Ci mette 2 giorni, però purtroppo non ha lo stereo: c’è su uno di Lugo che canta con le basi tutti gli album dei Cugini Di Campagna; fino a Ventimiglia, dove salgono i Cugini Di Campagna e cantano con le basi tutti gli album di quello di Lugo”.
Ma, oltre a creare tratte stranissime da percorrere con ogni mezzo di trasporto terreno, Eyjafjallajökull ha anche privato (per ora) i fan di Nik Kershaw, icona degli anni ’80, dell’unica data italiana del loro idolo, che si sarebbe dovuta svolgere al Diavolo Rosso di Asti venerdì 23 aprile.
Ma come si dice, non tutti i mali vengono per nuocere.
Perché gli appassionati di musica astigiani hanno potuto così godere del talento della loro concittadina Elisa Casile, che di quella serata avrebbe dovuto essere opening act, e che invece ne è diventata l’assoluta protagonista.
Uno showcase vero e proprio, per proporre in chiave acustica (voce, pianoforte e chitarra acustica) i brani che compongono il suo nuovo album Orchidee, uscito il 14 maggio.
Elisa ha rilasciato quest’intervista a Massimo Loardi.
Ciao Elisa, come stai?
Molto bene, grazie. Tu?
Tutto a posto, grazie. E’ un periodo molto importante per te. (Come) fuliggine è il tuo nuovo singolo; è abbastanza sanguigno, e a me piace molto perché sembra quasi appartenere ad un’epoca musicale diversa da questa, dove di solito non si tende molto a differenziarsi o a fare qualcosa che sia particolare.
Abbiamo voluto curare al meglio ogni aspetto delle canzoni, dal livello del testo all’arrangiamento, per completare l’idea di canzone che avevo in testa io. (Come) fuliggine è uno dei brani a cui sono decisamente più affezionata, per vari motivi, tant’è che abbiamo deciso di girare il video e di proporlo come singolo. A differenza dei precedenti, è meno intimista e più diretto, scandito da un ritmo incalzante e da un video più dinamico, minimalista ma d’effetto. L’abbiamo scelta per la promozione in quanto mostra un lato diverso del mio percorso artistico, un lato più grintoso.
Ci racconti allora anche qualcosa del tuo video?
L’abbiamo girato a Rosignano all’inizio di febbraio, quindi faceva molto freddo, per la regia di Umberto Nicoletti, che recentemente ha curato anche l’immagine di grandi artisti, come ad esempio Meg. E’ il mio secondo video, e non si sa perché io giro i video solo in periodi freddissimi.
Quest’inverno dovevi solo scegliere…
Ti giuro, faceva freddissimo. A piedi nudi sulla sabbia… una sensazione quasi insopportabile. Però è stato molto bello, era una bellissima giornata. L’idea è semplice, ma rende molto bene la forza della canzone e la schizofrenia del ritmo.
Invece il tuo album, Orchidee, è uscito il 14 maggio.
Orchidee è il frutto di un lungo lavoro e la somma di una serie di periodi scanditi dalla scrittura di ogni canzone. Le tracce si sono quasi scelte da sole, anche attraverso le sensazioni che provavo nell’eseguirle dal vivo. Io e il team che ha lavorato con me (tra cui il mio arrangiatore Matteo Curallo) abbiamo concentrato tutte le energie di un anno e tutte le naturali incomprensioni, a volte anche particolarmente focose, per arrivare a “sentire” il disco esattamente come ce l’avevamo in testa.
Rispecchia anche un po’ la tua formazione e le tue influenza musicali?
In passato ho fatto parte di gruppi di ogni genere, dal grunge alla disco anni 70, fino al pop italiano. Sono una divoratrice di musica, mi piace ascoltare di tutto, ma in particolar modo le cantautrici, come Carmen Consoli, Cristina Donà, Tori Amos, e tante altre. Mi piace stupirmi quotidianamente scoprendo nuovi artisti: l’ultimo in ordine di tempo è Patrick Watson, mi sono follemente innamorata della sua voce.
Tu sei di Asti: com’è messa artisticamente?
Asti è messa molto bene, basti pensare a Paolo Conte, a suo fratello, a Giorgio Faletti. Ci sono un sacco di realtà. Anche di musicisti. Magari, essendo comunque una città piccola, offre pochi locali. Ma la vicinanza con Torino aiuta, ci si sposta facilmente.
Torino, a livello musicale, è uno dei centri più importanti d’Italia.
Negli ultimi anni ha scoperto tanti musicisti che hanno proposto qualcosa di nuovo rispetto alla classica musica italiana, a livello di sound, come per esempio i Subsonica.
Gli Africa Unite, Mao…
Esatto, ce n’è una bella sfilza.
Tra le tante rassegne, televisive o musicali, a cui hai partecipato, recentemente sei stata al LiveMi da Red Ronnie.
E’ stata un’esperienza pazzesca.
Te lo chiedo perché, di solito, quando si suona in metropolitana lo si fa con un cappello di fianco per raccogliere le offerte…
E’ stato tutto molto ben organizzato, sia dal Comune di Milano che dal direttore artistico, ed è una manifestazione molto particolare, perché gli artisti e i gruppi si esibiscono proprio lì, nel corridoio della metropolitana sotto il Duomo. Poi Red Ronnie lo seguo fin da quando ero bambina, è una di quelle persone che, quando la incontri, ti fa un certo effetto. E’ stato molto bello perché ho suonato i miei brani, poi Red mi ha chiesto un brano extra, la cover de La canzone dell’amor perduto di Fabrizio De Andrè, a cui sono legatissima, tanto che l’ho inserita anche nel disco. Una serie di emozioni intrecciate quel giorno…
Tu non lo dirai mai, quindi lo dico io: Red Ronnie ti ha riempito di complimenti.
In effetti è stato molto carino, mi ha fatto molto piacere.
E sei anche stata ospite a 3space, programma musicale di La3 TV. Te lo chiedo perché sulla sedia blu a forma di mano, a fare il critico musicale, ci sono stato anch’io qualche tempo fa.
Sono stata ospite due volte, una bella iniziativa dove gli emergenti potevano parlare della propria musica. E’ stato divertente, nonché un’occasione per farmi conoscere ancora di più, dato che il video di uno dei miei singoli, Pensiero costante, era poi passato in alta rotazione su altre trasmissioni di La3. La scenografia era pazzesca: mi ricordava lo studio dove Stéphane Miroux “cucinava” i suoi sogni nel film “L’arte del sogno” di Michel Gondry. La dimensione della televisione è diversa dal palco, mi piace l’immediatezza delle immagini e il dialogo con i conduttori. Ogni interlocutore è in grado di farmi tirar fuori sfumature diverse del mio modo di esprimere, quando non lo sto facendo con la mia musica.
Parlando di Nik Kershaw e di questo concerto momentaneamente saltato, tu te lo ricordi? Negli anni ’80 aveva una fisionomia per cui assomigliava un pò a Sonic.
Tra l’altro lui ha avuto grande successo nel 1984, che è l’anno in cui sono nata. Una cosa stranissima.
Effettivamente io faccio il figo, ma in realtà nel 1984 avevo 2 anni, e Nik Kershaw l’ho recuperato dopo. Tu però hai già aperto un concerto di un altro mito degli anni ’80, ovvero Howard Jones. Come l’hai trovato?
Quello che mi ha impressionato di lui è la carica pazzesca. Ha una grinta sul palco… non riesci a togliergli gli occhi di dosso. E poi vocalmente è perfetto. C’erano lui al piano e un chitarrista. E’ stato uno dei concerti più belli che abbia visto ultimamente.
Chi volesse sapere qualcosa in più di te o essere aggiornato su ciò che ti riguarda?
C’è il mio sito Internet, www.elisacasile.it e il mio profilo Myspace http://www.myspace.com/elisacasile
Elisa, grazie per il tempo che ci hai concesso e per la tua gentilezza e disponibilità. Un grosso in bocca al lupo.
Grazie a voi e crepi il lupo. Un saluto a tutti i vostri lettori.
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