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Nicola Barghi e il suo “Sunny Day”

Inserito da Federico il venerdì, 23 aprile 2010


Nicola Barghi Sunny Day

Siamo in compagnia di Nicola Barghi, il quale ha recentemente pubblicato l’album “Sunny Day” sotto la storica etichetta “Carosello Records”. Come è stato concepito questo tuo nuovo progetto?

In realtà il rapporto che mi lega alla Carosello Records è insolito, nel senso che dai primi di Maggio il mio nuovo Album “Sunny Day” sarà presente e acquistabile anche nel loro Store di ITunes ma solo per quanto riguarda la distribuzione digitale.
Questo nuovo Album è un progetto positivo che affronta temi di tutti i giorni con spensieratezza, quello stato d’animo che in questi ultimi tempi è divenuto merce rara, causa soprattutto la crisi economica mondiale che ci opprime. Ho cercato di far trasparire da ogni canzone il mio modo di vedere la vita, quasi sempre con ironia e divertimento anche se non mancano i momenti più riflessivi. Voglio trasmettere la mia positività senza essere mai superficiale per regalare all’ascoltatore i due aspetti fondamentali della musica: la condivisione di emozioni e pensieri comuni alla maggior parte di noi.

Ci potresti parlare dell’album e del singolo che lo anticipa “Senza di lei”?

Il testo di “Senza di Lei” così come il videoclip che lo accompagna, racconta attraverso un linguaggio a doppio senso uno degli aspetti della realtà discografica di oggi. L’artista che da sconosciuto abbia la fortuna di essere “scoperto” e “lanciato” acquisisce la tanto ambita FAMA ma al tempo stesso rischia di perdere il genuino entusiasmo che lo ha accompagnato sin lì. Catapultato nel meccanismo commerciale viene manipolato secondo le leggi del mercato e spremuto fino in fondo o fintanto che un nuovo personaggio più attuale lo sostituirà in breve tempo. La storia è raccontata nei soli tre minuti di durata del video e a questo proposito ci tengo a ringraziare il Team de “I Licaoni” noti filmaker di Livorno, che lo hanno realizzato riassumendo nel breve spazio lo spirito ironico e dissacratorio della canzone.
L’album nella sua interezza rappresenta per me l’unione tra le mie radici italiane e il sound inglese che mi scorre nelle vene da sempre.

In quale circostanza nasce questo brano? Da una tua esperienza personale o osservando la quotidianità dei rapporti delle altre persone?

Oggi viviamo nell’epoca dove conta solo l’immagine e l’apparire in televisione, ho pensato ai “fenomeni” stile cometa Hale Bopp che appaiono e scompaiono nel giro di qualche breve stagione senza lasciare tracce.
Mi sono limitato ad immaginare la storia analizzandola come spettatore più che da diretto interessato.
In questo mondo improntato sul consumismo, dove l’offerta supera di gran lunga la domanda, io rimango dell’idea che se si propone un progetto genuino, puro, personale, che ci permette di rimanere sé stessi, né rimarrà traccia nella mente delle persone.

Come è maturato il tuo rapporto con la storica etichetta “Carosello Records”?

Con il tempo. Anche se, come ho scritto nelle precedenti risposte, è una collaborazione solo parziale.

Quali consigli ti senti di dare a chi si vuole mettere a far musica?

Non mi sento in grado di dare consigli, ma se un artista ne sente il bisogno è giusto che insista a cercare la propria strada, io per primo non so se l’ho trovata e non credo esista un punto di arrivo, è una ricerca continua, come la felicità.

In che modo si può presentare un nuovo progetto discografico ad una major?

Portando, oltre ai demo, una buona dose di coraggio ma soprattutto di serietà.

Hanno subito creduto nel tuo progetto?

Come ho risposto alla prima domanda, il nostro è un rapporto insolito, un work in progress.

Hai qualche aneddoto da svelarci?

Ho conosciuto la Carosello Records grazie ad una lettera che ricevetti dallo staff dell’MPL di Paul McCartney, in risposta al mio primo cd che gli inviai, nel 2002. Furono loro a farmi il nome della Carosello.

Nella tua biografia leggo che sei cresciuto a pane e Beatles. Come ti sei avvicinato alla musica e alla passione per i Beatles?

Mi sono avvicinato ai Beatles grazie alla Musica e alla Musica grazie ai Beatles.

Hai fatto molti lavori in questi anni e hai preso parte ad alcuni programmi televisivi. Ce ne potresti parlare?

Come la maggior parte dei musicisti che cercano la propria strada, in questi anni ho fatto tante cose, elencarle non servirebbe a niente, come molte delle cose che ho fatto. Ma questo mio “muovere tanta aria” mi ha portato a conoscere nuove persone, a farmi nuove esperienze, a scrivere nuove canzoni e quindi a intraprendere la strada del nuovo CD. Se non avessi fatto anche le cose “inutili” non sarei arrivato a fare questo disco. In poche parole tutte le cose che facciamo ci lasciano qualcosa e ci portano ad essere ciò che siamo e a fare ciò che facciamo nel modo in cui lo facciamo.

Ci potresti parlare delle tue collaborazioni con il chitarrista Fantoni, con il Flautista Fabbriciani e con la Soprano Matteini?

Beh, con Massimo Fantoni siamo amici da molti anni e ho condiviso l’avventuroso Tour in Svezia del 2006 per il quale è nata la NoOne Band (Tributo ai Beatles) e abbiamo lavorato insieme al brano “Non è Un Gioco” che fa parte dell’Album. Adesso sta attraversando un momento delicato della sua vita e gli auguro di cuore che riesca a superarlo presto. Roberto Fabbriciani è, oltre che uno dei più importanti flautisti di fama mondiale, un amico di famiglia e gli sono ancora grato per i suoi preziosi consigli musicali. La Soprano Gaia Matteini è stata la mia prima insegnante di canto e mi ha insegnato le prime rudimenta della voce, mi è stata vicina durante le registrazione del mio primo demo (1999).

Avendo la passione per i Beatles hai dato vita ad una Tribute band a loro dedicata, la NoOne Band. Ce ne potresti parlare?

Come ho detto nella precedente risposta, la NoOne Band e il Tributo ai Beatles è nato nel 2006 per una breve tournèe in Svezia. Da buon amante del quartetto di Liverpool mi piaceva l’idea di rendergli omaggio in maniera moderna, quindi suonando i Beatles più moderni, più rock e in alcuni casi anche un po’ più punk. Mi piace pensare che i Beatles avessero un animo punk (anche se ancora non esisteva) nel senso di approccio alla musica libero e puro. Sono riusciti a stravolgere il modo di fare musica e a dare nuova linfa alle future generazioni di artisti. Ancora oggi continuiamo a definire “beatlesiani” molti nuovi brani, arrivando persino a definire “I nuovi Beatles” i giovani artisti. Beh non esisterei neppure io senza di loro J

Sarai impegnato nel tuo tour, ci potresti anticipare le date?

Molto volentieri. Sabato 24 Aprile faremo una serata al BeBop di Firenze come apertura del tour promozionale del CD “Sunny Day” poi partiremo per un tour di 5 date a Londra, la capitale del british e precisamente:

2 Maggio @ Albert and Pearl
4 Maggio @ Hope and Anchor
5 Maggio @ Bull and Gate
7 Maggio @ Cavendish Arms
9 Maggio @ Cross King
Poi il 20 Maggio torniamo in Italia per il contest SuoniNellaNotte che si svolge a Cerreto Guidi (FI).
Allo stesso tempo sto partecipando al Premio Lunezia e all’Heineken Jamming Festival.

Chi ti senti di ringraziare per la pubblicazione di questo album?

Tutte le persone che mi sono state vicine in questi anni a partire dalla mia più stretta collaboratrice, i miei genitori, la mia band, gli amici. Tutte le persone che mi vogliono bene, ma soprattutto agli altri.

I tuoi fan per seguirti e contattarti, quali strumenti hanno a disposizione?

Mi possono trovare nella rete, da Myspace a Facebook, fino a Youtube e Qoob.it per finire al mio sito web www.nicolabarghi.com che sarà aggiornato entro la fine del mese.

Concludendo questa intervista ti vorrei chiedere se hai qualche sogno nel cassetto. Se sì, quale?

Suonare con Paul McCartney J

Ma conosciamo meglio Nicola in questo profilo biografico

Nicola Barghi è un cantante toscano nato e cresciuto a Pontedera. Appassionato dei Beatles già in tenera età si avvicina a vari strumenti e studia musica classica. Nel 1997 inizia a scrivere e registrare i suoi primi brani.

Sostenuto e incoraggiato dai genitori, in 5 anni realizza 50 brani che scrive, suona, canta, arrangia e produce nel suo studio di registrazione in Casentino (Ar), denominato Elfland. Nel 2001 scrive le musiche per il cd multimediale “Luci e Silenzi” (con immagini fotografiche realizzate dal padre Andrea) che diventa il suo primo lavoro ufficiale cui segue, nel 2002, il cd rock/pop “I Must Be Wrong” con il quale arriva ad ottenere critiche positive addirittura dallo staff di Sir Paul McCartney. Nello stesso anno compone musica per quartetto d’archi, eseguita dai Solisti del conservatorio di Fiesole, e brani strumentali per il Tg “Leonardo” di RaiSat, una collaborazione che continua ancora oggi. Nel 2003 forma la sua prima band, che attraverso vari cambi di formazione si evolve fino all’attuale “NoOne Band”, con la quale promuove la propria musica rock/pop in lingua inglese, esibendosi in numerosi palcoscenici della Toscana e partecipando a contest regionali. Allo stesso tempo continua nelle registrazioni in studio di nuovi brani.

Prende parte a varie trasmissioni locali di Firenze, di Roma e sul canale Sky.

Collabora con il chitarrista Massimo Fantoni e il violinista Elia Martellini e, in alcuni brani, con il flautista Roberto Fabbriciani, la soprano Gaia Matteini e il compositore Alessandro Grego.

Si esibisce in alcune piazze importanti di Firenze grazie all’Associazione musicale “Le Nozze Di Figaro”, suona a Roma in occasione del Beatles Day e porta sul palco uno spettacolo di “Musica & Immagini” con brani suoi e foto del padre. A novembre la sua canzone “Time Of Vår”, viene trasmessa nel programma “Demo” di RadioUno. Nel 2005 completa il cd di musica sperimentale “Mind’s State” oltre ad uno nuovo di genere Rock/Pop dal titolo “Time of Vår” per il quale realizza anche il videoclip omonimo. Partecipa alla trasmissione “Millevoci” di Roma, trasmessa in tutto il mondo tramite reti locali e satellitari. In giugno partecipa al MI AMI festival di Milano promosso da Rockit.it e alla 9° edizione del MEI di Faenza con stand, band e videoclip (quest’ultimo fa parte dell’archivio internazionale della Videoteca di Mestre).

Nel giugno 2006 parte con la “NoOne Band” per un breve tour in Svezia dove ottiene un buon successo. Nello stesso mese alcuni suoi brani vengono trasmessi dalla radio londinese “Last.fm”. A luglio debutta con il suo spettacolo “Beatles Tribute” all’Università della città stessa ottenendo critiche molto positive.

Nel 2007 è impegnato in una serie di concerti in giro per l’Italia con il suo“Beatles Tribute”, il più importante a Busto Garolfo (Mi) dove presenta la versione con 6 musicisti sul palco, narratore e proiezione immagini. Dell’evento è stato tratto un Dvd.

Partecipa anche ad alcuni festival e concorsi con il progetto di musica propria, tra i quali “Cornetto Free Music Algida”“Tour Music Fest”ai quali concorre con un brano in lingua italiana che fa parte del nuovo progetto in studio. Da ricordare il concerto al matrimonio del cantautore Marco Parente che ha visto la NoOne Band fare da trait d’union in un esibizione con artisti d’eccezione come il pianista Stefano Bollani e Manuel Agnelli degli Afterhour. Nel 2008, con la NoOne Band, si aggiudica il 1° premio come miglior cover band al “Naturalmente Rock” di Lucca con il brano “I Want You” dei Beatles e Nicola si classifica 2° come miglior voce con solo mezzo punto di scarto. Nel 2009 si esibisce al Borderline di Pisa, storico palco che ospita nomi internazionali di rock/blues. A marzo la NoOne Band partecipa, insieme a personaggi noti dello sport e della Tv, all’evento Dolomite’s Fire di Madonna di Campiglio organizzato a favore dell’ass. MagicaCleme di cui è madrina Cristina Parodi.

Nel 2010 esce il nuovo progetto discografico “Sunny Day”.

Categoria: Interviste.



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1 Commento su “Nicola Barghi e il suo “Sunny Day””

  1. Michele Scrive:

    Grande Nik !!!
    In bocca al lupo per la tua esperienza musicale nel tour di Londra !!

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