Intervista a Giulia Daici nuova promessa della musica emergente italiana

Giulia Daici è una cantautrice friulana nata e cresciuta ad Artegna, che con la sua voce giovane e grintosa e i suoi brani testi mai banali si sta facendo apprezzare sia in Italia sia all’estero.
Nel giugno dello scorso anno Giulia si è esibita a Londra come ospite del 1º Convegno dei Giovani Italiani.
Grazie al suo Ep “Attimi” Giulia Daici riesce a farsi notare anche in italia partecipando a Festival prestigiosi come “Musicultura Festival” –ex Premio Recanati-, “Biella Festival”, “Premio Poggio Bustone” ed il “Premio Daolio – Città di Sulmona”.
Fin da subito l’etichetta discografica Ghiro Records appoggia il talento della giovane cantautrice che assieme anche a David Marchetti, realizza i singolo “Sindrome” assieme al video-clip del brano.
Ma Giulia è anche una dei ‘best of esclusi ‘ di Sanremo 2010, dove, nella categoria Nuova Generazione, ha proposto “Sei nell’aria (e tutto il resto è niente)”, canzone scritta e composta da lei.
Al momento Giulia è impegnata alla realizzazione del suo nuovo album che uscirà probabilmente nel mese di aprile. Il nuovo progetto includerà dieci tracce, tra cui “Sindrome” e “Sei nell’aria (e tutto il resto è niente)”.
Insomma Giulia Daici è una nuova promessa della musica emergente italiana, i suoi brani mai banali contengono dei testi fortemente autobiografici che trasmettono nell’ascoltatore forti emozioni.
Ma conosciamo meglio Giulia grazie all’intervista realizzata per noi da Chiara Alivernini
1 – Interessante il titolo della tua canzone “Sindrome”… puoi dirmi di più?
Sindrome è un brano che ho scritto e composto nel 2008, in un momento personale non proprio “in discesa”. Si tratta di una canzone autobiografica, come del resto lo sono anche tutti gli altri miei brani; quando scrivo, infatti, anche laddove io mi rivolga apparentemente ad un’altra persona, in realtà sto parlando sempre di me stessa e mi sto rivolgendo ad una parte di me. Quando ho scritto Sindrome, in particolare, la parte di me più “fragile” ha ricevuto supporto dall’altra parte di me, quella più “forte” che l’ha rincuorata e cullata. È stato un attimo, un attimo in cui questa “parte” più forte, la mia “linfa incessante”, mi ha afferrato la mano e mi ha indicato di guardare in alto. Ed io ho visto il cielo, ho sentito il sole scaldarmi la pelle ed ho condiviso quella stretta di mano con un sorriso.
Capita infatti –purtroppo- di soffrire e di sentirsi soli; capita di non sentirsi capiti e capita di vivere momenti in cui sembra impossibile credere che al di là dell’orizzonte ci sia “qualcosa”. Ma capita anche di alzare gli occhi, di sentire l’aria che ti entra nel profondo e di provare dentro una gioia indescrivibile ed inimmaginabile. Nei momenti in cui ti sembra di perderla, la senti invece più che mai, la vita. E ti viene voglia di afferrarla, stringerla al cuore e non permettere più che se ne vada. Dentro di noi si cela un potenziale enorme, cui dovremmo avere più spesso il coraggio e la fiducia di attingere, perché è lì che pulsa la nostra linfa vitale.
A livello discografico, Sindrome rappresenta il primo “frutto” nato dalla collaborazione con la Ghiro Records, etichetta discografica indipendente che fa a capo al produttore friulano attivo a Roma David Marchetti (compositore di “Doppiamente Fragili” –brano con cui Anna Tatangelo vinse Sanremo Giovani nel 2002). Già trasmesso da alcune radio, il singolo è disponibile su iTunes ed altri stores digitali. Sul sito www.youtube.com è invece visibile il suo videoclip ufficiale, che è stato girato a Roma lo scorso anno per la regia di Sergio Puglia.
Sindrome farà parte anche del mio nuovo album di prossima uscita.
2 – Da quanto tempo canti?
Da quanto canto? Si può dire da sempre! Mi è sempre piaciuto cantare; ricordo che da bambina a casa mi chiamavano “radio” perché, oltre ad essere una grande chiacchierona J, non c’era musica in televisione o alla radio che non mi facesse cantare o ballare. Infatti, fin da piccola sono sempre stata “esuberante” dal punto di vista artistico.
Ma… “cantare” per diletto è una cosa, farlo perché hai acquisito la consapevolezza che è parte integrante di te e che, come tale, non puoi farne a meno, ne è un’altra.
Come dicevo, la musica mi è sempre stata accanto, ma ha iniziato ad assumere un ruolo essenziale per la mia vita quando, attraverso un lento processo di auto-consapevolezza, ho avvertito dentro me sempre più l’esigenza di comunicare attraverso la musica le mie emozioni (che fino ad allora avevano trovato voce nelle mie poesie). È stato come un “campanellino”, che, da lieve come era stato prima di allora, ha incominciato a risuonare sempre più forte: una “voce”, calda e profonda, che mi richiamava a sé e che io, da allora, non ho più smesso di ascoltare. È stato come “svegliarmi” e prendere consapevolezza di “qualcosa” che in realtà mi era stato sempre vicino: come aprire gli occhi e diventare consapevole di ciò che di tanto bello cullava da sempre il mio cuore e lo riempiva di emozioni intensissime.
3 – Scrivi tu le tue canzoni?
Sì, sono una cantautrice. Sono autrice sia dei testi sia delle musiche delle mie canzoni.
Scrivo canzoni da diversi anni ormai, ma non mi sono mai “forzata” cantautrice né mai qualcuno mi ha “forzata” ad esserlo. L’ho “scoperto” da sola. E’ stato quel processo di auto-consapevolezza di cui parlavo sopra che mi ha portata a guardarmi dentro come non avevo mai fatto in precedenza e mi ha portato ad esprimere il mio mondo interiore attraverso la musica. Sentivo che mi mancava qualcosa, e quel “qualcosa” l’ho trovato quando un giorno ho preso in mano la chitarra ed ho iniziato a comporre la mia prima canzone. Si chiamava “Nel cielo” ed esprimeva il mio desiderio di essere libera, libera di esprimermi andando, se necessario, anche controcorrente. E la musica ha avuto su di me questo effetto: mi ha reso libera, libera dalle mie paure e dalle mie insicurezze, libera di essere quella che sono veramente.
Non ho iniziato a scrivere per chissà quale velleità o per inseguire chissà quale sogno. Lo facevo perché me lo sentivo dentro, perché ne avevo bisogno: bisogno di esprimermi, di essere veramente me stessa. E mentre scrivevo, cantavo e suonavo, io stavo bene. La musica era diventata parte essenziale della mia vita. Ma non avevo capito ancora lo spazio che occupava, nella mia vita. È nel fare “altro”, nel seguire “altre” strade che capii che l’unico vero palco su cui io volevo far salire il mio cuore e a cui volevo affidare ogni mio attimo era lei, la Musica.
Da quella “prima volta” sono passati ormai diversi anni: da allora non ho mai smesso di cantare, non ho mai smesso di scrivere, non ho mai smesso di viaggiare con la musica. La musica è diventata il mio respiro: quando salgo su un palco e canto o quando prendo in mano la chitarra e inizio a comporre, sembra che il tempo si fermi; per un attimo esistiamo solo io, la musica e le emozioni che nota dopo nota riempiono di vita l’aria che mi circonda.
4 – Angelo Diavolo… si dice che l’arte possa nascere da ispirazione divina, o da un daimon. La tua da dove attinge?
Scrivo e suono ciò che mi viene “da dentro”, ciò che mi detta il mio intimo. Scrivo ciò che sono, quello che provo, ciò che vivo. Tutti i miei brani, infatti, sono autobiografici e traggono spunto da mie personali esperienze di vita.
Credo anch’io però che ci sia qualcosa di “divino” nell’arte: quando scrivo e compongo, sono convinta che si apra un “canale” e che questo mi metta in contatto con l”’alto”; sono convinta che vi sia un filo impercettibile ed intenso che mi leghi a qualcosa di “superiore”.
Quando creo, provo delle sensazioni indicibili; spesso mi commuovo a ri-leggere e ri-suonare un brano che ho appena composto. Ogni volta è come se tenessi in braccio un bambino appena nato e provo una gioia immensa mista ad un forte senso di gratitudine: verso me stessa, verso quella nuova “creatura” e verso quel “qualcosa” o quel “qualcuno” che ha ispirato nel mio cuore e nella mia testa delle emozioni fortissime che mi hanno poi portata a forgiare qualcosa di così bello. Di fronte a tanta bellezza, tanta intensità e tanta commozione, penso che ci debba essere qualcosa di più grande di me, qualcosa di “divino” appunto.
5 – In questa canzone parli di un Principe che stai aspettando… è così nella “vita vera”?
In “Angelo Diavolo” contrappongo –giocandoci un po’ sopra- le due diverse parti che compongono la mia indole, quella più “angelica” e quella invece più “diabolica”, per giungere alla conclusione che in me, ribelle ed allo stesso tempo docile, convivono “demoni con bianche ali”. Quando dico “(…) e immobile attendo il mio principe come una mantide che ti ammalia col suo sguardo” (che è la frase a cui penso tu ti riferisca), sto giocando con un mio particolare aspetto personale: spesso mi si dice infatti che sembro timida… ma, credimi, è appunto solo questione di “apparenza”, visto che la realtà è ben diversa! J
Il fatto è che a me piace “osservare” le persone, “scrutarle” se così si può dire, prima di “aprirmi” a loro e di stabilire con loro un contatto: non sono una di quelle ragazze che cerca di fare la simpatica a tutti i costi con chi ancora non conosce.
Nella mia vita personale, ad ogni modo, un principe azzurro c’è già J
6 – Ricordi la prima volta che cantasti?
Più che parlare della prima volta in cui cantato, mi piace ricordare la prima volta che ho proposto ad un pubblico un mio brano. Ero ancora adolescente e mi ero iscritta ad un concorso locale per canzoni inedite. Provo molta tenerezza nel rivedermi su quel palco e a ripensare alla canzone che proposi: a distanza di qualche anno mi rendo conto infatti che il brano proposto difettava un pò nella struttura, così come mi rendo conto che la mia “sicurezza” canora non era proprio il massimo… Ma poco importa: io ero salita su quel palco perché volevo dire qualcosa di mio, qualcosa di “nuovo”, e con la mia semplicità e la mia spontaneità di allora l’ho fatto. Non mi ero chiesta se io andassi bene o se la mia canzone fosse all’altezza della situazione; non mi ero fatta tanti problemi mentali. Volevo cantare qualcosa di mio, e l’ho fatto.
Anche adesso a volte, quando mi sento insicura o penso di non essere all’”altezza” di qualcosa, mi capita di ripensare a quella serata: e trovo dentro una forza incredibile.
7 – Il palco più bello e più emozionante sul quale hai cantato…?
Trovo delle difficoltà a rispondere a questa domanda, per il semplice motivo che ogni volta che salgo su un palco per me è un’esperienza unica ed un’emozione enorme. Ogni mio concerto ha una storia ha sé e, dentro di me, è legato a dei ricordi indelebili unici.
8 – La canzone che più ti rappresenta, e perchè.
È difficile per me dire quale sia la mia canzone che mi rappresenta di più, visto che tutti i miei brani sono autobiografici. Forse però, ora come ora, “Stupido Sentimento” è certamente un brano che sento molto vicino. Parla dell’incertezza che a volte mi agita dentro e della maggiore sicurezza che vorrei avere circa il mio essere sulla “strada giusta”; parla della sensazione che si prova quando ci si dà tanto da fare ma alla fine ci si ritrova nello stesso punto di partenza: come una foglia che viene sollevata dal vento e per un attimo prova l’illusione di essere soffiata lontano ma che poi, placatosi il vento, ricade a terra e si ritrova nello stesso punto su cui giaceva prima di essere alzata in aria.
9 – Se tu potessi aver scritto una canzone di un altro artista, quale vorresti aver scritto?
“Anche per te” di Battisti-Mogol, che è in assoluto una delle mie canzoni preferite.
Mi ha sempre commosso ed ha sempre suscitato in me delle emozioni fortissime, fin dalla prima volta in cui l’ho ascoltata. Allora ero ancora molto piccola e certamente non potevo ancora capire bene il significato di tutto il testo, eppure quella canzone fin da subito è riuscita a trasmettermi una sensazione di dolcezza e di amore unico. Crescendo, sono stata poi in grado di capire meglio le sfumature del testo e di capire a quali diverse figure femminili si riferiscano in particolare le parole della canzone, ma quella sensazione profonda di “amore” legata a questo brano non mi ha mai abbandonata: la sensazione di un amore immenso e gratuito di una persona che si ferma un istante per donare e donarsi a chi magari nemmeno non conosce ma che sa essere in difficoltà. L’idea che ci sia qualcuno pronto a dedicare un attimo della propria esistenza ed un pensiero pieno di amore a chi dalla vita tutto questo amore non l’ha mai ricevuto … mi riempie il cuore.
10 – Cos’è per te la musica? espressione o emozione?
Esprimere emozioni. Esprimersi emozionandosi ed emozionando. Penso infatti che quando si parli di musica i due termini di “espressione” e di “emozione” vadano a braccetto.
Io scrivo per poter comunicare e “comunicarmi”, per poter trasmettere quella che sono, dando spazio a tutte le parti che compongono la mia anima, da quelle più “semplici” a quelle più “complesse”. Grazie alla musica creo un ponte tra la mia parte più intima ed il mondo esterno e lascio che questo ponte venga attraversato dalle mie emozioni, dalle mie vibrazioni più segrete, dai miei battiti, dalle gioie più profonde, dalle lacrime più represse. Attraverso la musica dico chi sono, cerco di trasmettere la parte più vera di me, senza filtri, e cerco di farmi capire per quella che sono veramente.
12 – Conta di più la voce o il cuore secondo te per cantare?
Il cuore al 100%.
Spesso noto come molte persone diano molto peso soltanto all’estensione vocale di un cantante, come se “fare la differenza” fosse solo una questione di note. Siamo circondati da voci bellissime e da cantanti dotati di una tecnica vocale ineccepibile. Saper cantare bene non è un pregio di pochi. Ma riuscire ad emozionare invece lo è. Cantare bene, infatti, è una cosa; riuscire ad emozionare chi ti sta di fronte e ti ascolta, ne è un’altra.
Tanti sanno cantare, ma non tutti riescono davvero ad emozionare.
È il cuore che fa la differenza, non la tecnica o la voce. Certo, è indubbio che lo studio, la tecnica o l’intonazione possano migliorare l’interpretazione di un brano e possano contribuire a trasmettere emozioni ma, a mio parere, da sole non possono fare molto. La tecnica vocale è un qualcosa che si può sempre acquisire nel tempo e migliorare. La sensibilità artistica –umana prima ancora che musicale- invece, è una dote innata, propria di chi sa aprire il proprio cuore e trasmetterlo agli altri.
13 – Progetti per il futuro?
Al momento sto lavorando al mio nuovo album che dovrebbe uscire nel mese di aprile: si tratta di un progetto che vedrà protagoniste dieci mie canzoni (tutte scritte da me, sia per musica sia per testo) molte delle quali saranno un’assoluta novità per il pubblico. Vi saranno contenute anche Sindrome e Sei nell’aria (e tutto il resto è niente), brano con cui, a dicembre 2009, sono stata presentata per potere accedere alla categoria di “Sanremo Nuova Generazione 2010” e che presto sarà in promozione.
Intanto continuo ad esibirmi live, proponendo le mie canzoni in diversi contesti e in diverse parte d’Italia.
Mi auguro di riuscire a farmi conoscere ad un pubblico sempre più ampio per quella che sono veramente, per la parte di me più vera, ovvero come cantautrice. Ma mi auguro anche che le mie canzoni riescano ad arrivare nel cuore delle persone e riescano ad emozionarle, così come mi sono emozionata io nel momento in cui le ho scritte e mi emoziono ogni volta in cui le canto.
Nel frattempo, in attesa del mio nuovo progetto musicale, chiunque avesse la voglia ed il tempo di ascoltarmi lo può fare collegandosi al sito www.myspace.com/giuliadaici: qui, oltre a Sindrome, si possono ascoltare le canzoni del mio “vecchio” Ep “Attimi” (pubblicato nel 2007 e contenente sei miei brani). Altre informazioni su di me possono essere inoltre trovate anche sulla mia pagina ufficiale di facebook
Intervista a cura di Chiara Alivernini
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