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Intervista a Gaia Riva, la donna ancora bambina

Inserito da paola il giovedì, 4 marzo 2010

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Gaia Riva è una cantautrice, un’ingegnere, una donna ancora bambina. Si autodefinisce curiosa, furiosa, malinconica, istintiva, ironica ed ambiziosa.
Musicalmente è creativa, impulsiva, indisciplinata. Pur comportandosi da incoerente, coerente alla fine lo è sempre.
Non ha studiato canto e non sopporta gli insegnanti, perché la bocca è la cosa più privata che ha.
Le piace scrivere canzoni che trasmettano un’emozione, che non siano un puro esercizio di stile. Predilige sempre quello che smuove, che commuove.
Pensa che l’originalità stia in ciò che si trasmette. Crede che le etichette messe dai critici per incasellare i cantautori siano spesso grandissime cazzate, un modo per fare ordine nel caos musicale, come quando a scuola facevano l’appello cominciando dalla A.
E’ stata con una major, poi con un’etichetta indipendente, ed ora è autoprodotta.

Ammira le persone coraggiose e le persone modeste. Ammira chi lavora con la terra perché ha capito tutto. Adora la natura e gli animali.

Il suo primo singolo, One, esce nel 2006 per Sony BMG e viene scelto come colonna sonora dello spot Lancia Phedra, in onda sulle principali reti italiane nella primavera del 2006.
One viene inserita nella compilation Blu del Festivalbar 2006 e nella Wind Summer Collection, ed arriva al 21esimo posto della classifica italiana dei singoli più venduti, nonostante la scarsissima promozione.
Dopo la fine della collaborazione con la Sony ,a maggio 2008, Gaia incide per un’etichetta indipendente i 4 pezzi del suo primo EP, Come and See, uscito a Settembre sui principali store digitali e nei negozi di dischi.L’album FRANTIC è stato pubblicato il 20 Marzo 2009: contiene 12 pezzi in inglese, fra cui il singolo Isolated, più 2 tracce in italiano. EP ed album sono stati registrati al Didde Studio (Besate, Milano) e al Phoenix Studio, con la produzione artistica di Andrea Noto e la collaborazione di Marco Guarnerio ed Emilio Rossi.
Nel 2010 Gaia Riva, con il suo brano “Bianco e Nero”vince il premio della Giuria di Qualità al Ri/Generation video Contest,concorso indetto da Alessandra Carnevali per dare visibilità agli artisti emergenti che si erano candidati a Sanremo 2010 per la categoria Nuova Generazione.

Ma conosciamo meglio Gaia tramite l’intervista realizzata per noi da Federico Cencini

Com’è maturata la tua passione per la musica?

Non è maturata, è esplosa. Di colpo. Ho iniziato a scrivere e cantare da un giorno all’altro, prima nulla, poi tutto. Una genesi strana che ancora oggi non mi so spiegare. Ridendo a volte la definisco una specie di annunciazione, ma senza giglio e senza angelo…solo con due chitarre e un divano.

In quali valori credi di più e quali secondo te possono definirsi ‘superati’?

Sopra ogni cosa credo nell’onestà, nella lealtà, nell’onore. Poi nella diversità, intesa come rispetto e valorizzazione dell’individualità e delle differenze. Penso sia un patrimonio preziosissimo, la vera fonte di crescita, cambiamento, innovazione. L’unico valore “superato” che mi viene in mente è quello della verginità. L’essere vergini o meno è semplicemente una scelta, non un credo.

La musica è la colonna sonora della vita, dove ti piacerebbe arrivare nel tuo percorso artistico?

A quello stato di grazia in cui godi del rispetto delle persone intelligenti e puoi permetterti di contaminarti con arti diverse – la scrittura, la poesia, la musica, la pittura –  senza perdere credibilità.

Da quali artisti trai ispirazioni?

Consciamente, quasi nessuno. Ascolto pochissima musica. Fare musica per me è una catarsi, un modo per liberare il groviglio di sensazioni che ho dentro, per non farmene travolgere.  È qualcosa che viene dall’interno più che dall’esterno. Poi certamente certe influenze si sedimentano piano e si fanno sentire, ma non le saprei indicare razionalmente. Ora che ci penso mi ispirano molto i poeti. Ma solo quelli bravi.

Quali pensi siano gli aggettivi che ti rispecchino di più e perché?

Poliedrica, perché so fare un po’ di tutto. Volubile, perché cambio umore ed idee con un soffio di vento.

Nel tuo sito scrivi che non rinunceresti mai al tuo nome, perché?

Pensavo mi chiedessi perché scrivo che è l’unica cosa di me che non cambierei! Non rinuncerei mai al mio nome perché è una promessa di felicità.

Puoi parlarci del tuo brano Bianco e Nero, cosa rappresenta per te? Pensi che la vita sia fatta di opposti o che in mezzo ci siano infinite sfumature?

Bianco e nero è un pezzo che ho composto molto velocemente, ma da subito mi è stato chiaro cosa avrei voluto comunicare. L’avevo accennato sul mio blog qualche settimana fa: “Ho scritto Bianco e Nero, in realtà, per gridare il Grigio. O meglio la sua assenza. Bianco e Nero è una canzone che parla di una cosa strana: la mia incapacità di avere mezze misure nelle emozioni. Non solo. Parla anche del fatto che le mie emozioni sono sempre, contemporaneamente, sia bianco che nero. Che non è mai grigio”. In realtà la vita è indubbiamente fatta di infinite sfumature, uno spettro così continuo da impedirti spesso di capire dove inizi una cosa e ne finisca un’altra, e lo stesso vale per le persone. Bianco e nero è un’estremizzazione, un’iperbole, l’esasperazione di un concetto:  in me convivono il molto negativo e il molto positivo, sempre. Ma non si tratta ovviamente di un negativo o di un positivo esatto. Sarei un mostro se fosse così.

Se dovessi partire per un’isola deserta cosa ti porteresti?

Il kit del pronto soccorso ;)     (sono ipocondriaca, n.d.r.)

Nel contesto musicale di oggi ci sono più “cantautori” o più “interpreti”? e cosa pensi sia meglio essere?

Nel contesto musicale conosciuto, cioè noto alle masse, sicuramente più interpreti, anche se ormai va di moda dire di essere coautori anche se si scrivono due parole su un testo di venti. Ma essere autore per me implica un coinvolgimento maggiore, più complesso e faticoso rispetto al mettere una frase in una canzone e co-firmarne la composizione. È qualcosa che porta con sé molta più umanità e che ti carica anche di una responsabilità enorme rendendoti vulnerabile. Ci vuole coraggio. Dal mio punto di vista ha più valore essere cantautori piuttosto che semplici interpreti, perché significa condividere una fetta profonda di sé, qualcosa che va oltre il trovare uno stile vocale personale e basta. Vuol dire mettersi davvero in gioco, totalmente. Penso spesso che se facessi un enorme successo con la canzone di qualcun altro non ne saprei godere nemmeno un po’.

Come giudichi i talent show che incoronano “cantanti”?

Non bene. Hanno il pregio di scoprire a volte vocalità interessanti, ma, tornando al discorso di prima, questo non significa essere automaticamente artisti. Molto spesso si tratta di interpreti puri, che non hanno mai scritto niente. E non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che l’enorme esposizione mediatica di cui poi godono, e che spesso monopolizzano, toglie spazio a chi invece canta&scrive senza essere passato dai programmi televisivi. Alla fine è una questione spazio: già ce n’è poco, è giusto che loro lo occupino tutto? La facilità con cui si parla di “grande artista” quando ci si riferisce ai ragazzi usciti dei talent, poi, è una cosa che mi fa molto arrabbiare. Forse sono la sola a pensarla così, ma io do alla parola artista un significato speciale. Bisognerebbe usarla con attenzione.

Quali emozioni vuoi comunicare quando canti?

Nulla di predefinito. Emozioni e basta, di qualunque natura.

Ti sei autodefinita una donna ancora bambina, quali sono i sogni che continui a portare nel cassetto? E quali hai invece realizzato?

Sì, mi sento ancora così piccola che potrei stare nel palmo di una mano insieme ad una nocciolina…      Sogno la realizzazione artistica ed umana, la piena libertà di scrivere i miei dischi senza dover sempre pensare al mercato, l’affetto e la stima della gente, una casa mia piena di piante e di animali e poche persone di fiducia su cui poter contare sempre. Sogni davvero realizzati, per ora, nessuno.

Qual è il tuo rapporto con la letteratura e con la fede?

Che domandona ;) Amo moltissimo leggere e scrivere. La letteratura è un mondo straordinario, la parte più nobile dell’uomo, anche se priva della bellezza perfetta della scienze. È straordinaria perché ci rappresenta, nelle nostre contraddizioni e fragilità. Alla fede sto come la volpe all’uva. Vorrei averla e non potendo tendo a toglierle valore. Ma vorrei credere, fortemente vorrei.

Le parole vanno e la musica resta.. qual è la canzone che porterai sempre nel cuore?

Kiss the rain, perché mi ricorda un’estate profumata d’amore e gelsomino.

Quale caratteristica fondamentale non deve mancare in un cantante?

In un cantante, che non vuol dire artista, la disciplina. Me ne sto accorgendo sulla mia pelle. Sono molto discontinua e a volte devo davvero violentarmi per darmi delle regole.

Si è conclusa da poco la 60° edizione del Festival di Sanremo, chi avrebbe dovuto vincere per te?

Nessuno mi ha colpito il cuore come è accaduto invece in altre edizioni. Se dovessi scegliere direi Noemi.

Le canzoni che esaltano l’italianità, secondo te, sono passate di moda oppure no?

Ma se il trio del principe ha appena spopolato ;) Le canzoni che esaltano l’appartenenza ad un paese, nel bene e nel male, non passeranno mai di moda, ci saranno sempre. È qualcosa di inevitabile e in fondo giusto, appartiene a tutti i popoli. Che poi siano attuali o meno non si può dire, dipende dalla canzone.

Meglio avere una casa discografica alle spalle oppure avere il pubblico che partecipa ai tuoi live?

Perché vedi queste due cose come inconciliabili? In genere la prima cosa porta la seconda, più raramente accade il contrario. Entrambi però sono requisiti indispensabili per poter fare questo lavoro.

A quali progetti stai lavorando e dove ti potremo vedere prossimamente?

Sto incidendo il mio prossimo minialbum (doveva essere un EP…ora sono arrivata a 8 pezzi e continuo a scrivere, chissà se mi fermerò!), che stavolta sarà interamente in italiano. A breve pubblicheremo Bianco e Nero su iTunes con un piccolo booklet digitale, e appena pronti partiremo con l’album ed il singolo di lancio. Siamo ancora nel cuore dei lavori ma ho molta fiducia, i brani sono belli e la passione, a dispetto delle difficoltà, ancora tanta.

Per maggiori informazioni su di lei potete visitare il suo profilo Myspace : http://www.myspace.com/gaiariva

il suo sito: http://www.gaiariva.it/

e la pagina Facebbok  http://facebook.gaiariva.it

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Categoria: Interviste, Musica Emergente.



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