Morgan : “Rifarei tutto, sono un uomo libero finché non mi mettono in galera “

Marco Castoldi, in arte Morgan, dopo l’esclusione dalla sessantesima edizione del Festival di Sanremo, e dopo tutte le polemiche scaturite dalle dichiarazioni sull’uso di droga, torna a raccontarsi e stavolta lo fa alla trasmissione radiofonica ‘Il Fatto del giorno’.
”Rifarei tutto, forse lo rifarei meglio, sono un uomo libero, finche’ non mi mettono in galera”-ecco quanto afferma il cantante -”Vediamo se qualcuno mi mette in galera per ragioni ideologiche”- e ancora, parlando dell’Italia – ”E’ un bel paese -ha detto- e’ il paese di Pasolini, Leonardo, Dante, di Bruno Munari, Sergio Endrigo, Luigi Tenco, Fabrizio De Andre’, di opere ed artisti speciali. Io sto facendo qualcosa nel mio piccolo ambito ristretto”.
Continua a parlare del Festival definendolo come un evento ‘soporifero’ ”Questo Sanremo e’ stato di qualita’ davvero bassa vedendolo mi riaddormentavo, come si fa con un brutto film. La prima serata l’ho vista per pura informazione — In un festival di regime non potevo esserci, ero troppo pesante. Ci tenevo ad andare per la questione musicale”
Quando gli viene chiesto del comportamento dell’orchestra di Sanremo, che durante l’ultima serata si è ribellata strappando e buttando per aria gli spartiti, risponde ”non avrei fatto un atto violento, di sberleffo si’. Gli orchestrali hanno fatto veramente bene. Questo e’ per me il dettaglio piu’ importante. L’orchestra amava tantissimo la mia canzone, ad esempio, perche’ era stata scritta per un’idea sinfonica”
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