L’alternative rock dei Katrina Saviors

I Katrina Saviors nascono nei primi mesi del 2007 da un’idea di Marco Ferrise e Thomas Cerra, entrambi usciti dagli ormai disciolti Namara, band alternative..rock che vede alle spalle due album interamente autoprodotti oltre a diverse vincite e partecipazioni in determinati contesti musicali. Aprono una data dei MissFraulein, partecipano in festival di rilievo come l’Altomonte Rock dando una maggiore prova della loro carica live, come durante il M.E.I. (Meeting Etichette Indipendenti) o il RockSummerDay, festival organizzato dall’Associazione Culturale Albatros dove vincono, classificandosi al primo posto. Il 2007 si chiude con l’esibizione dei Katrina Saviors al B-Side di Rende (CS), dove, in occasione del concerto di Federico Fiumani e i Diaframma, presentano dal vivo tutti i brani che faranno parte del loro primo album di prossima uscita. Tra la fine del 2007 e i primi mesi del 2008 iniziano le registrazioni dell’ album di debutto guidati al mixer da Angelo Grandinetti (già fonico live di Estra e 99Posse) e consecutivamente danno il via ad un nuovo tour di anteprima, lo show-case dal titolo “Ai Confini dell’Estasi”. Gennaio 2009: dopo un lungo anno di gestazione, i Katrina Saviors pubblicano “Valutando l’essenziale”. Il primo singolo estratto, ‘L’estasi del Marchese’, viene trasmesso da diverse emittenti radiofoniche tra le quali Radio Rai 1, che lo sceglie come sigla apripista del programma “Demo”, diretto da Michael Pergolani e Renato Marengo. Il 2009 registra un’altrettanta quantità di concerti, il cd riceve ottime recensioni da diverse riviste e webzine italiane, nelle quali si evidenzia sempre la particolare efficienza dei testi e della voce, mentre vengono totalizzati frequenti ascolti sulla playlist quotidiana di myspace. Nell’estate del 2009, la band prende un periodo di pausa dai concerti, mentre Marco riesce a esibirsi sul palco del Fuscaldo Sound in apertura del concerto dei Marlene Kuntz, insieme a un’altra band dell’hinterland lametino, i Maieutica, per i quali interpreta un loro brano inedito. Durante questo stesso periodo viene pubblicato su myspace un nuovo singolo, “Lune e specchi” (scritto insieme Francesco D’amico, già loro ex compagno nei Namara), che si discosta da quelli che sono i parametri musicali solitamente proposti dal gruppo. Esce contemporaneamente la compilation Mag-Music nella quale i Katrina Saviors sono presenti con il brano “L’estasi del Marchese” accanto ad altri gruppi della scena underground nazionale come i Santo Niente di Umberto Palazzo. Sul finire del 2009 avviene un cambio nella line-up. Entra alla seconda chitarra Daniele Chiriaco e prende il posto dietro ai tamburi Danilo Perri, sostituendo Thomas Cerra, da poco uscito dal gruppo per divergenze artistiche. Attualmente i Katrina Saviors continuano la loro attività live con la speranza di affidarsi ad una struttura capace di gestire il progetto e tutto ciò che ne concerne.
1) Cosa vi ha spinto a costituire la band “katrina saviors”?
Agli inizi del 2007 io e il vecchio batterista dei Katrina Saviors, Thomas, eravamo appena usciti dagli ormai disciolti Namara, per vere e proprie divergenze artistiche, dovute più che altro al fatto che ognuno di noi all’interno del gruppo, col passare del tempo, cercava di spingere la propria vena musicale verso una direzione che credeva più opportuna alle proprie esigenze. Così è nata insieme a lui l’idea o meglio, l’esigenza, di creare un trio che avesse delle soluzioni più essenziali, quindi brani diretti e “crudi”, per provare che ancora tutt’oggi con la semplicità e con la formazione tipica del power trio, chitarra-basso-batteria, si può creare qualcosa di nuovo, ma non per questo innovativo, dato che per forza di cose ci siamo indebitamente attribuiti l’etichetta di gruppo post-grunge, specie dopo l’uscita del nostro primo cd, intitolato appunto “Valutando l’essenziale”. Ora la formazione è diversa e quindi il sound sta prendendo una piega diversa.
2) Da chi traete ispirazioni?
Siamo stati piuttosto influenzati dal rock italiano, quindi Afterhours, Marlene Kuntz, Timoria, CSI, Litfiba, Disciplinatha, Estra o dal sound d’oltreoceano di Seattle, quindi Pearl Jam, Nirvana, Germs. Ma non facciamo riferimento a nessuno di specifico. Più che altro siamo degli assidui ascoltatori, passiamo dal jazz alla musica elettronica, dal metal alla musica leggera. Ovviamente poi riversiamo nei nostri brani i diversi input che ci vengono dati da tutti questi ascolti.
3) Dove vi vedremo nei prossimi mesi?
Per buona parte del 2010 suoneremo in diversi festival tra cui il B-Side Music Contest, Italia Wave Love Festival (per due anni siamo arrivati in finale), Festival Pub Italia e altri da confermare. Fino a quest’estate lavoreremo sui nuovi brani e successivamente ci dedicheremo alle registrazioni del nuovo album che probabilmente uscirà con un’etichetta indipendente interessata al nostro progetto.
4) Il vostro lavoro vi gratifica?
Ci gratifica tantissimo umanamente, artisticamente e moralmente ma non economicamente. Ci siamo fatti tutto da soli, dal cd alla preparazione del tour, quindi continua e costante gavetta ma si tratta di investire e noi stiamo appunto investendo. Ad esempio il 2007 siamo stati in giro a suonare un intera estate senza avere in mano neanche una demo, un sito internet o un profilo myspace. Il 2008 è stato invece un anno di grandissimi risultati, di ottime soddisfazione per noi. Dopo aver diviso lo stesso palco con Federico Fiumani e i mitici Diaframma abbiamo fatto lo stesso con i Marta Sui Tubi, abbiamo suonato diverse volte fuori dai confini regionali, Verona, Napoli, Taranto. Questi ci ha dato modo anche di confrontarci con diverse realtà, ci ha fatto crescere.
5) Cosa pensate dei reality show che incoronano “cantanti”?
C’è una demonizzazione del successo, troppa esteticità. Ormai il mondo discografico “ufficiale” ruota tutto intorno all’immagine. C’è poca sostanza e concretezza spropositata. Si punta più alla quantità che alla qualità. I reality show e trasmissioni affini come X-Factor stanno solo rovinando la vera essenza della musica, la sua veridicità. Non danno neanche più risalto alla performance “live”, che dovrebbe essere l’obbiettivo principale di un musicista.
6) Vi piace com’è strutturato il mondo della musica? Vi sentite a vostro agio?
Si passa da un eccesso all’altro. Non vogliamo essere polemici su questo, non siamo legati a principi di radicalità. Non sopportiamo chi come noi fa parte di certi circuiti, debba per forza di cose protestare contro il mondo discografico di massa. Noi non condividiamo il modo di fare delle cosidette major per il semplice fatto che si riallacciano al discorso dell’esteticità, delle canzonette fatte a uso e consumo di tutti, un mondo in cui regnano quantità e poca qualità. Poi ben vengano artisti come Battiato o la Consoli che nonostante legati a queste grosse case discografiche riescono comunque a mantenere libera da influenze esterne la propria integrità artistica, lontani dagli stereotipi, “sole, cuore amore”, tipici invece della stragrande maggioranza di gruppi italiani che ovviamente hanno così una maggior presa sul pubblico o su un certo tipo di pubblico, non più abituato a dare una tale importanza ad artisti di un certo spessore come De Andrè o Gaber.
Un saluto e un ringraziamento per averci dato l’occasione di poterci esprimere in questa intervista.
Per chiunque volesse ascoltare le loro canzoni può visitare il loro profilo Myspace all’indirizzo http://www.myspace.com/katrinasaviors
Intervista a cura di Federico Cencini
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